Università Popolare per la formazione dei comunisti
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A proposito delle Tesi
programmatiche di Rossoperaio (gennaio 2001)
Presentazione
La redazione di La Voce ha deciso di inserire in questo numero
della rivista il Supplemento diffuso sulle pagine Internet nel maggio 2001 relativo alle Tesi programmatiche allora pubblicate da Rossoperaio (che ora si
chiama Proletari comunisti o Partito comunista maoista a secondo delle
circostanze e del pubblico a cui si rivolge). Perché?
Perché la situazione rivoluzionaria si aggrava nel mondo e anche nel
nostro paese. Quindi la costituzione del partito comunista diventa più urgente.
Questo implica un cambiamento nelle relazioni tra le FSRS. La costituzione del
partito segnerà il passaggio da una fase in cui è prioritario il lavoro di
mobilitazione e raccolta dei comunisti, a una fase in cui diventerà prioritario
il lavoro che il partito (cioè i comunisti già uniti nel partito) condurrà per
orientare, mobilitare e organizzare nel partito gli operai avanzati e gli
elementi avanzati delle altre classi delle masse popolari. Diventerà allora
secondario il lavoro di raccolta di quei comunisti che fossero rimasti fuori
dal partito.
Occorre quindi in questi mesi accelerare in ogni FSRS la mobilitazione
della sinistra perché contribuisca alla costituzione del partito. Il partito
che andiamo a costituire sarà tanto più forte, quantitativamente ma soprattutto
qualitativamente, quanto più larga, aperta e profonda sarà stata la lotta
ideologica per raccogliere e unire tutto quanto è possibile raccogliere sulle
posizioni giuste. Quindi si impone un dibattito aperto, intransigente e
unitario in ogni campo, su ogni aspetto dell'attività rivoluzionaria. Senza
pregiudizi, preclusioni e presunzione, ma anche senza diplomazia e cedimenti
sui principi.
La costituzione del partito comporta anche un cambiamento a livello
internazionale, nelle relazioni con gli altri reparti del movimento comunista
internazionale. Ed è proprio per un atteggiamento responsabile nelle relazioni
nel movimento comunista internazionale che dedichiamo particolare attenzione a
Rossoperaio.
Tra le FSRS italiane RO ha infatti un punto di forza: il suo legame di
lunga data con il movimento comunista internazionale, che si concretizza
nell'appartenenza al MRI (Movimento rivoluzionario internazionalista) e nelle
conferenze organizzate nel 2003 (a Palermo) e nel 2004 (a Parigi) con il MPP
(Movimento popular Perù - Sol Rojo). A questo si accompagna una linea e
un metodo di lavoro sbagliati, che sinteticamente è anarco-sindacalismo ed
economicismo aggravati dal rifiuto di dare alla teoria rivoluzionaria il posto
che deve avere in un partito comunista: il ché è un vecchio e storico difetto
del movimento comunista del nostro paese. Un difetto che già ha facilitato
tutte le deviazioni che hanno infettato il vecchio Partito comunista italiano
che non ha mai assimilato e tantomeno continuato l'elaborazione iniziata dal
suo reale fondatore, Antonio Gramsci. Anziché usare le relazioni internazionali
per favorire la costruzione del vero partito comunista, RO copre la sua linea e
concezione arretrate e codiste con dichiarazioni di ossequio al movimento
comunista internazionale. E, cosa ancora più grave, RO usa le relazioni
internazionali come arma contro le FSRS italiane, per stare a galla nonostante
la concezione e la linea sbagliate. Prendiamo nel n. 20 di Proletari
comunisti l'articolo "1 ° Maggio internazionalista.
Celebriamo il XX anniversario del Movimento Rivoluzionario internazionalista".
Cosa oppone RO alle organizzazioni del nostro paese che "pur si
dicono marxiste-leniniste-maoiste"? Il fatto che sono "senza legami
internazionali e unità ideologica con i partiti e le organizzazioni che nel
mondo incarnano questi principi e li traducono nella realtà della lotta di
classe ... sono contro l'incarnazione attuale del marxismo-leninismo-maoismo su
scala internazionale, sono contro le esperienze rivoluzionarie avanzate nel
mondo guidate da partiti comunisti marxisti-leninisti-maoisti uniti nel MRI.
Queste forze mancano quindi di una condizione necessaria e di una base di
principio agente per definirsi comuniste su scala internazionale e per
costruire il partito comunista nel nostro paese". Queste parole sono
preziose. Esprimono meglio di quello che avremmo potuto fare noi l'uso
strumentale, da mercanti, che i capi di RO fanno delle loro relazioni
con il MRI e più in generale dei legami con organizzazioni comuniste estere.
Confermano quello che abbiamo detto da tempo: RO copre con campagne di
informazione e con dichiarazioni di solidarietà con organizzazioni comuniste di
paesi lontani la sua linea e concezione sbagliate circa la rivoluzione nel
nostro paese che evita il più possibile di esporre sistematicamente e tanto
meno osa difendere pubblicamente. Né ci si venga a dire che questo è dovuto
alla necessità di tener nascosti alla borghesia i propri progetti. Questa scusa
vale per chi concepisce la rivoluzione come un colpo di mano. Non vale nulla per
chi come i comunisti deve mobilitare le masse popolari a compiere la
rivoluzione: che è l'unico modo in cui una rivoluzione socialista può
compiersi. Abbiamo per di più in altra sede documentato che RO arriva
addirittura a cambiare le proprie prese di posizione: la versione pubblicata in
Italia dice una cosa e quella pubblicata all'estero un'altra. La borghesia sa
cosa dice RO nelle dichiarazioni pubblicate all'estero ad uso del MRI e quello
che dice in Italia: a ignorarlo sono solo i lavoratori avanzati del nostro
paese.
È importante che i comunisti italiani rifiutino ogni tentativo di fare
dei comunisti di altri paesi i responsabili delle malefatte di Rossoperaio e
delle nostre difficoltà e che affrontino con responsabilità e autonomia i
problemi della rivoluzione nel proprio paese e della ricostruzione del vero
partito comunista italiano, in collegamento internazionalista con le esperienze
e le posizioni teoriche del movimento comunista degli altri paesi. Sono la
concezione e la linea giuste e il suo legame con la classe operaia che fanno un
partito comunista, non sono l'appartenenza al MRI e neanche l'investitura del
MRI, se mai ci fosse. Ma in realtà nessuno nel MRI, salvo RO e anche RO solo
quando parla e scrive in italiano, ha mai sostenuto che l'appartenenza al MRI è
"condizione necessaria ... per definirsi comunisti su scala internazionale
e per costruire il partito comunista nel nostro paese". Al contrario il
MRI ha sempre sostenuto di essere solo una parte del movimento comunista
internazionale e di voler svolgere in esso un ruolo d'avanguardia nella
rinascita e nella creazione della seconda Internazionale Comunista: proposito
nobile della cui riuscita ognuno può e deve giudicare sulla base
dell'esperienza. In alcuni paesi (ad es. l'India e il Bangladesh) fanno parte
del MRI addirittura più di una organizzazione comunista; cosa impossibile se i
partiti comunisti si costituissero nei singoli paesi per investitura del MRI.
In realtà RO denigra il MRI. Nel movimento comunista internazionale
fenomeni come quello di RO, di un'organizzazione che usa le sue entrature
internazionali per coprire una concezione e una linea sbagliate, si sono già
presentati più volte. Alcuni compagni conoscono certamente le difficoltà che
crearono tra il 1931 e il 1935 e anche dopo nel Partito comunista cinese i
compagni ritornati da Mosca e capeggiati da Vang Ming che per lungo tempo si
presentarono come gli interpreti fedeli e i portavoce dell'internazionale
Comunista, sfruttando le difficoltà dei legami tra il PCC e l'IC. Il precedente
più celebre e significativo sono tuttavia le relazioni privilegiate che dal
1903 al 1914 la corrente menscevica antileninista del Partito Operaio
Socialdemocratico Russo (il partito di Lenin) ebbe con la Seconda
Internazionale, col Partito socialdemocratico tedesco e con vari altri partiti
socialisti europei, cioè con quello che in quell'epoca era il movimento
comunista internazionale in quanto movimento cosciente e organizzato, ivi
compresi con gli esponenti migliori di quei partiti, come Rosa Luxemburg. I
bolscevichi dovettero più e più volte e in vari modi far fronte agli intrighi e
alle menzogne con cui i menscevichi e i socialisti-rivoluzionari cercavano di
coprire e avvalorare presso gli operai e i rivoluzionari russi le loro
posizioni sbagliate con cauzioni internazionali (vere e inventate). In Italia
dobbiamo imparare dall'esperienza della lotta condotta dai bolscevichi contro
gli intrighi dei menscevichi e dei socialisti-rivoluzionari.
Uno dei modi per far fronte a intrighi e menzogne è discutere
apertamente le posizioni teoriche e politiche sbagliate di Rossoperaio, ogni
volta che si azzarda ad esprimerle in qualche misura sistematica.
Per questo pubblichiamo il Supplemento del 2001. I compagni che non lo
conoscono, lo troveranno utile (a loro raccomandiamo anche la lettura di La Voce n. 7).
Quelli che a suo tempo lo hanno già letto, troveranno particolarmente
significativo il passaggio dalla tesi della "sostituzione a tempo determinato"
alle dichiarazioni altisonanti e vuote sulla guerra popolare rivoluzionaria a
cui RO si è dato da quando frequenta il MPP.
Non abbiamo riprodotto anche le Tesi programmatiche di RO. Esse sono però reperibili nella nostra
pagina web (www.lavoce.freehomepage.com). I numeri tra parentesi quadra si
riferiscono ai paragrafi delle Tesi e sono riportati nella nostra pagina web.